Personal Branding di Al Pacino

Personal Branding di Al Pacino

Personal Branding di Al Pacino

“Non so cosa dirvi davvero.” Inizia così il monologo ricco di Personal Branding di Al Pacino nei panni di Tony D’Amato, coach degli Sharks, una squadra di football in crisi di risultati dopo la morte dell’anziano proprietario.

Il film è “Ogni maledetta domenica” titolo originale “Any Given Sunday”, uscito nelle sale nel 1999 e diretto da Oliver Stone.

Non fossero bastati questi due mostri sacri per rendere questa scena un cult, nella versione italiana la voce di Al Pacino è quella di Giancarlo Giannini, insomma tre veri fenomeni sulla scena mondiale. In questi quattro minuti si concentrano tecniche di comunicazione che toccano  svariati ambiti, dal Personal Branding a quello Psicologico e non ultimo quello Motivazionale.

“Non so cosa dirvi davvero.” Frase che induce chi l’ascolta a non aspettarsi nulla di enfatico o profetico o risolutivo.

Abbassa i toni, le aspettative, il morale scende, ma solo per preparare invece alla massima quota che raggiungerà il resto del discorso. Si contrappone in questo a chi avrebbe cominciato con un classico e più scontato “So tutto io”, “So io cosa si deve fare”, perché nel Personal Branding one man show non funziona.

La forza di un Personal Branding sta nella capacità di costruire relazioni, generare empatia e ricevere fiducia.

“Tre minuti, alla nostra più difficile sfida professionale. Tutto si decide oggi. Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, fino alla disfatta. ”

Al Pacino ridimensiona la difficoltà del compito usando unità come il minuto e il centimetro, sapendo che ogni compito può sembrare insuperabile se preso nella sua totalità, ma ricondurlo a piccole unità, aiuterà a renderlo meno gravoso.

“Siamo all’inferno adesso signori miei. Credetemi. E possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta.”

Davanti ad una difficoltà paragonabile agli inferi, la persona che richiede fiducia deve dimostrare di avere il polso della situazione con una visione totale e ampia.

Ecco che il coach descrive  un quadro pessimo e deludente ma allo stesso tempo in rapida successione propone la soluzione, rendendola semplice usando nuovamente il centimetro come unità di misura della sfida.

Gli autori hanno sapientemente mescolato temi e tecniche di comunicazione, non tralasciando l’aspetto psicologico che un Personal Branding deve conoscere e considerare nelle proprie scelte. Ecco che il ruolo di un abile coach sarà quello di guidare la squadra da “uno stato iniziale” ad “uno stato desiderato” utilizzando leve e schemi precisi, molto similare rispetto ad un percorso di psicoterapia.

Ovviamente non manca la componente di empatia che Al Pacino inserirà nel discorso raccontando se stesso e i propri sbagli, le proprie perdite. Come non ritrovare un pezzo di propria vita in questo passaggio del discorso?

“Io però non posso farlo per voi. Sono troppo vecchio. Mi guardo intorno, vedo i vostri giovani volti e penso “certo che ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare”. Si perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no. Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi da anche fastidio la faccia che vedo nello specchio.

Sapete col tempo, con l’età, tante cose ci vengono tolte, ma questo fa parte della vita. Però tu lo impari solo quando quelle le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri, e così è il football.”

Torna la capacità di ricondurre la sfida ad un gioco, tornano i pochi centimetri, la vita e il gioco si fondono, con quest’ ultimo che diventa metafora della vita vera stessa.

“Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore è ridottissimo, capitelo. Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloce o troppo lento e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo.”

Ancora una volta il Personal Branding fornisce la soluzione individuando e dimostrando che la stessa può essere alla portata di tutti e ovunque, aiutando chi si affiderà al proprio network di amici e di collaboratori, alla propria squadra, alla voglia di emergere e distinguersi.

Non manca nel discorso del coach la parte che incita all’azione e alla collaborazione, invitando ancora una volta il singolo ad agire come gruppo.

” In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra ci massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire.

E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste. In quei 10 centimetri davanti alla faccia, ma io non posso obbligarvi a lottare. Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che vi troverete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.”

“Questo è essere una squadra signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente. È il football ragazzi, è tutto qui. Allora, che cosa volete fare?”

Il ruolo del coach magistralmente interpretato da Al Pacino, mi guida nella mia attività di consulente nel Personal Branding.

Nello sport o nelle passioni o nella vita, nelle difficoltà di un gruppo di lavoro dove l’inserimento può essere complesso e complicato, dove a causa di cattive influenze o cattivi maestri, sia reso impossibile vivere serenamente il compito che ci attende, dove persone non adeguate a ricoprire il ruolo di Al Pacino creano disguidi e frustrazioni, sarà allora fondamentale avere ben presente il proprio Personal Branding e assumere il ruolo di leader e di guida per se stessi e per il proprio staff.

Nelle mie interviste è emersa fondamentale la figura di uno o più maestri, professionisti di cui Tutti hanno bisogno. Queste persone avranno la capacità di influenzarci, stimolarci e aiutarci a crescere. Proprio per questo motivo, prima di salutarvi e lasciarvi leggere la trascrizione intera del discorso, vi voglio rendere partecipi di una storia che ben racchiude quanto avete finora letto.

Due grandi uomini Jerry Lee Rice raccontato da Flavio Tranquillo, uno dei miei maestri per come vive la passione dello sport e per come ne ha saputo fare un mestiere.


FlavioTranquillo

 

 

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Ogni maledetta domenica: discorso nello spogliatoio, ecco la trascrizione del discorso:

Non so cosa dirvi davvero. Tre minuti, alla nostra più difficile sfida professionale. Tutto si decide oggi. Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, fino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso signori miei. Credetemi. E possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta.

Io però non posso farlo per voi. Sono troppo vecchio. Mi guardo intorno, vedo i vostri giovani volti e penso “certo che ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare”. Si perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no. Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi da anche fastidio la faccia che vedo nello specchio.

Sapete col tempo, con l’età, tante cose ci vengono tolte, ma questo fa parte della vita. Però tu lo impari solo quando quelle le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri, e così è il football. Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore è ridottissimo, capitelo. Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloce o troppo lento e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo.

In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra ci massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire.

E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste. In quei 10 centimetri davanti alla faccia, ma io non posso obbligarvi a lottare. Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che vi troverete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.

Questo è essere una squadra signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente. È il football ragazzi, è tutto qui. Allora, che cosa volete fare?

La vita è un gioco di centimetri.

 

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Stefano

Personal Branding Social Media Manager Creo Brand per Aziende e Privati attraverso piani editoriali e linee di comunicazione social. La mia identità professionale è la perfetta armonia fra la mia stupenda family, il mio lavoro e le tutte le mie passioni, la cucina, il web, la montagna, il mare, i quad e leggere leggere leggere. Seguimi grazie ai contatti personali o live a Torino per approfondire le idee di business, le mie, le tue. Le nostre.

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